martedì 7 settembre 2010

Speciale Wintergirls: Recensione in anteprima

Continua lo "Speciale Wintergirls": ecco per voi, in anteprima, la mia recensione di Wintergirls di Laurie Halse Anderson ( trovate la mia recensione a Laurie QUI), che uscirà in tutte le librerie verso la metà di settembre per la Giunti Y. Purtroppo per ora c'è solo la versione scritta perchè sono senza il mio portatile: non appena lo stringerò nuovamente tra le mie grinfie provvederò a registrare anche la videorecensione:)
sto

 
"Tu non sei morta ma non sei nemmeno viva. Sei una ragazza d'inverno, Lia-Lia, intrappolata tra due mondi. Sei un fantasma con un cuore che batte. Presto varcherai il confine e sarai con me. Sono entusiasta. Mi manchi da morire."


Lia è una ragazza piena di problemi. E' già stata ricoverata due volte in una clinica per ragazze affette da disturbi alimentari e, ora che è di nuovo a casa, fa di tutto per nascondere il fatto che stia nuovamente perdendo peso.  E come se non bastasse ora Cassie, la sua ex migliore amica, è morta.
“… corpo ritrovato nella stanza di un motel, la ragazza era sola…”
Lia e Cassie non si parlavano più da tempo, ma non si può cancellare una vita passata insieme, specie quando il distacco è stato imposto dai genitori: la madre di Cassie riteneva infatti che Lia avesse una brutta influenza sulla sua figlia perfetta, specie dopo l’incidente che le due avevano avuto in macchina a seguito del quale Lia era stata ricoverata per la prima volta, dopo la scioccante scoperta della sua situazione da parte dei suoi genitori che, come al solito, si erano messi a litigare.
 “Impressero il marchio a fuoco della loro guerra su una ragazza pelle e ossa.”
Lia fa un’inquietante scoperta: la notte in cui è morta, Cassie l’ha chiamata 33 volte.  Trentatre.  E lei non ha mai risposto. Forse avrebbe potuto salvarla, come già aveva  fatto tante volte. Ma lei non ha risposto, e questo pensiero comincia a logorarla, portandola a vedere il fantasma di Cassie, che come un’ombra la perseguita. E il cibo non le è mai sembrato così indigesto e così continua a mentire, pesandosi di fronte alla famiglia dopo aver bevuto litri d’acqua e con dei pesi cuciti nella vestaglia, contando le calorie di ogni minimo pasto, sfondandosi con lo step in cantina durante la notte. Solo il pensiero della sua sorellina in parte sembra farla rinsavire,ma non abbastanza. E la piccola Emma per giustificare l’aspetto emaciato di sua sorella ed i suoi ricoveri racconta che ha avuto un cancro.
“Vorrei avere un cancro.
Brucerò all’inferno per averlo anche solo pensato, ma è così.”
In realtà le persone che la circondano cominciano a capire che c’è qualcosa che non va, ma fanno finta di non vedere: il padre dice che non è niente, la matrigna cerca di farla mangiare ma anche lei viene aggirata dai trucchetti e dalle bugie di Lia. Ormai è esperta, in clinica ha imparato alla perfezione cosa dire e cosa fare per fare contenti gli adulti e fare in modo che non le stiano col fiato sul collo.
“Sapevo cosa voleva sentirsi dire. Non riusciva a sopportare l’idea che fossi malata. Nessuno ci riusciva. Volevano solo sentirti dire che stavi guarendo, che eri in cura, che un giorno sarebbe finita. Se eri intrappolata nella malattia, avresti dovuto smettere di fargli perdere tempo e crepare.”
Ogni tanto si avverte qualche barlume di lucidità, se così vogliamo dire, nei suoi ragionamenti, ma basta poco per farla vacillare.
“Che i miei occhi non funzionassero più, me ne ero accorta già da tempo. Ma quel giorno iniziai a preoccuparmi del fatto che nemmeno chi doveva curarmi riuscisse più a vedermi.”
Un messaggio giunge inaspettato in segreteria.  Un ragazzo di nome Elijah dice di dover parlare con Lia, che ha da dirle qualcosa da parte di Cassie.  Ma lei ha troppa paura e incontra il ragazzo sotto falso nome. Elijah è gentile, disponibile…che possa diventare l’ancora di salvezza di Lia? Che possa riuscire a farle smettere di contare le calorie, prendere lassativi e visitare i blog proana? Che possa…salvarle la vita?

Leggere questo libro è difficile, così come anche recensirlo. Non è facile parlare di problemi con i quali non si è avuto a che fare, si rischia sempre di scadere nel banale, nello scontato e di ricorrere a luoghi comuni. Laurie Halse Anderson riesce invece a scrivere un libro che è pura poesia. Durante la narrazione non si può fare a meno di immedesimarsi in Lia, percependo comunque che quello che fa è sbagliato: ci si innervosisce nel vederla contare tutte le calorie, ci si intristisce nel vedere come gli altri non la capiscano, e viene voglia di urlare "Ma non vedete che sta male!!!". Veramente, il vedere come gli altri non riescano ad aiutarla ti strazia il cuore e basisce, sembra quasi impossibile. E il seguire Lia che lentamente si spegne è davvero struggente: si capisce sin da subito che è un cammino destinato ad un tragico epilogo, un cammino di autodistruzione: poi compare Elijah e si accende una scintilla di speranza nel nostro cuore. Ma in quello di Lia la scintilla si spegne in fretta ed il suo cammino si affretta verso la fine, come se non vedesse l'ora di raggiungere Cassie, senza però esserne consapevole, temendo addirittura il momento del confronto con l'amica. E' un libro triste, è impossibile negarlo. Ma penso che sia un libro importante, un libro da leggere, perchè tutti devono capire che certe patologie sono reali, che le persone che ne soffrono ragionano in un certo modo, che si "vedono" veramente grasse e hanno una percezione di sè fortemente alterata.
Si impiega davvero poco a leggere questo libro ma per metabolizzarlo ci vuole tempo. E' difficile staccarsi da Lia, nonostante talvolta possa farci innervosire: da molte delle sue azioni, dei suoi ragionamenti, si capisce che è una ragazza estremamente intelligente. Ma purtroppo è terribilmente malata e ha bisogno di aiuto: non solo dello sterile aiuto medico, ma di qualcosa di più. Dobbiamo sempre tenere a mente che a volte bastano piccoli gesti per indurre un sorriso ma anche per distruggere una persona (basti pensare a 13 di Jay Asher): forse anche certe patologie sarebbero meno diffuse se imparassimo a prenderci cura degli altri, a volere loro bene, a dare un abbraccio in più. Mi è capitato alcune volte di finire in dei blog pro-ana, e vi si leggono cose terribili, proprio come quelle che la scrittrice riporta nel suo libro: qualcuno potrebbe pensare siano esagerazioni ma purtroppo non è così, ci sono davvero ragazze che chiedono l'aiuto delle altre per poter ridurre le loro calorie da 800 a 500 al giorno o anche meno.
In conclusione, un libro che vi consiglio perchè dopo Speak Laurie ha nuovamente fatto centro.

Perchè? Vuoi sapere perchè?
Infilati in una cabina di un solarium e friggiti per due o tre giorni. Quando la pelle sarà tutta bolle e comincerà a spellarsi, rotolati nel sale grosso, poi mettiti una maglia di lana intrecciata con vetro filato e lamette. Poi mettiti sopra i tuoi vestiti normali e stringili più che puoi.
Fuma polvere da sparo e vai a scuola e salta dentro i cerchi, mettiti seduta e supplica, e rotolati a comando. Ascolta i sussurri che di notte ti si annidano in testa, ti dicono che sei brutta e grassa e stupida e stronza e, peggio ancora, "una delusione". Vomita e crepa di fame e tagliati e bevi perchè non vuoi sentire nulla di tutto questo. Vomita e crepa di fame e tagliati e bevi perchè hai bisogno di un anestetico e funziona. per un po'. Ma poi l'anestetico diventa veleno e a quel punto è troppo tardi perchè te lo sei iniettato dritto nell'anima. Ti sta distruggendo e non puoi farne a meno. 

Guardati in uno specchio e vedrai un fantasma. Senti ogni battito del tuo cuore che urla che ogni singola cosa in te non funziona.
"Perchè?" è la domanda sbagliata.
Chiediti piuttosto: "Perchè no?"


Editore: Giunti, collana Y
Pagine: 336
Prezzo: 14,50€





In Italia al momento la Giunti Y ha tradotto un altro libro di questa meravigliosa autrice, Speak.

Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L'estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia che fa irruzione durante la festa scatenando un fuggi fuggi generale che impedisce a Melinda di confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni al riguardo, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che...
In allegato il film in lingua originale diretto da Jessica Sharzer con sottotitoli in italiano e inglese.

Trovate la mia recensione di Speak QUI, assieme alla trama di altri libri dell'autrice ancora inediti in Italia.

Oltre alle citazioni che vi ho inframezzato alla trama, ho pensato di trascriverne qualche altra qui per voi, perchè questo libro mi ha davvero colpito e ci sono frasi davvero d'impatto.

"La morta che cammina" dicono i ragazzi nei corridoi.
"Dicci il tuo segreto" bisbigliano le ragazze da un bagno all'altro.

Parlano di me.
Sono lo spazio tra le mie cosce e la luce che ci passa attraverso.
Sono il topo di biblioteca che si rifugia nei romanzi fantasy.
Sono il freak del circo, intrappolato nella cera d'api.
Sono le ossa che vogliono, racchiuse in una cornice di porcellana.
E chi voleva guarire? Ci avevo messo anni per diventare così magra. Non stavo male; ero forte.
Il dolore dei tagli era diverso da quello che avevo dentro. Mi aiutava a non pensare al fatto che ero stata derubata del mio corpo, della mia famiglia, della mia vita e mi aiutava a infischiarmene...
Delle ciambelle di grasso mi avvolgevano le cosce, il sedere e la pancia, ma loro non le riuscivano a vedere.
Non riesco a ricordarmi di come sia mangiare senza pensarci, senza calcolare le calorie e i grassi contenuti e senza misurarmi i fianchi e le cosce per vedere se me lo merito e di solito decidere che no, non me lo merito, così mi mordo la lingua finchè non sanguina e mi chiudo la mandibola con delle bugie mentre una tenia cieca mi si avvolge attorno alla trachea, respirando rumorosamente e spingendo per arrivarmi al cervello.
"Smettila di fare del terrorismo. Questa è la mia vita. Posso farne ciò che voglio".
La mamma sbatte la mano sul tavolinetto.
"No, se ti uccidi!"
Si china su di me. "Odio quando ti lasci morire di fame. Odio quando ti tagli la pelle e odio quando ci respingi".
Il vento soffia così forte contro le porte di vetro che le tende ondeggiano.
"Lo so" bisbiglio. "Ma non riesco a smettere".
"Tu non vuoi smettere".
Inspiro lentamente. Il cibo è vita. Espiro e inspiro ancora. Il cibo è vita. Ed è questo il problema. Quando sei vivo, la gente può ferirti. E' più facile infilarsi dentro una gabbia toracica o sotto un cumulo di neve. Eì più facile chiudere tutto il resto fuori. Ma è una bugia.


C'è poi una citazione che non voglio trascrivervi perchè forse potrebbe essere considerata spoiler. Il capitolo 49. Fatemi sapere quando lo leggerete: un capitolo di 5 righe che è una pugnalata al cuore. Forse perchè anch'io ho una sorellina.







18 commenti:

  1. Si sente che questo libro ti ha colpito molto, è una recensione appassionata :)

    Mi colpisce il fatto che l'autrice abbia saputo immedesimarsi in una ragazza anoressica: ho un'amica che per un po' a rischiato di caderci dentro (è stato un periodo bruttissimo, ma per fortuna poi, col sostegno di tutti, ha compreso lo sbaglio che stava per fare) e con tutta la buona volontà di questo mondo proprio non riuscivo a capirla.
    Quindi, che dire... se ci è riuscita così bene, c'è solo da farle i complimenti :D

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  2. PS. gli stralci che hai riportato sono, per la maggior parte, incredibili, davvero forti.
    Quando ho letto delle 33 chiamate perse, non so perchè, sono rimasta profondamente colpita.
    Inizio a pensare che forse potrei leggerlo, questo libro...

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  3. Uh, be', si parla sempre di questo argomento, ma ancora non ho trovato un film (di libri non ne ho letti) che mi convinca davvero... Comunque, dalla tua recensione è vero, si capisce che ti ha colpito molto. (:
    Gli stralci che hai messo sono forti, sì, ma lo stile dell'autrice non mii convince molto... mmmh, magari mi ricrederò leggendolo ;)

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  4. Dalla trama da te recensita trasuda tutta la tristezza di questo nostro mondo basato sull'individualismo. Persone lasciate sole e che muoiono sotto gli occhi dell'indifferenza. L'anoressia è uno dei grandi mali dei nostri tempi eppure è un problema tenuto ai margini, di cui si parla troppo poco.
    Per quanto riguarda i blog pro ana anche io mi ci sono imbattuta qualche anno fa e mi hanno spaventato, nel modo in cui raccontano le loro volontarie privazioni di cibo, oppure di come infilarsi due dita in gola e sentirsi libere. Mi spaventa questo autolesionismo (perchè io penso sia questo, farsi del male volontariamente).

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  5. Che bella recensione...sai non ne ho mai letta una con la stessa passione con cui ho letto questa! forse perchè questo libro affronta un tema che conosco abbastanza,essendo studentessa di psicologia e avendo un'amica anoressica-bulimica,ma dev'essere un libro molto profondo da come lo descrivi...non l'ho mai letto,ma mi hai fatto venire voglia di leggerlo,davvero!
    l'anoressia non è semplice perdita di appetito e di peso..io penso che l'anoressia sia mancanza di affetto!

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  6. Bellissima recensione...questo libro secondo me arriverà al cuore di tutte le lettrici e manderà secondo me dei messaggi molto importanti riguardanti la tematica dell'anoressia...e perchè no magari potrebbe essere d'aiuto a molte ragazze! Non vedo l'ora di leggerlo...

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  7. Ciao...^^
    Okey...so che sono un maschio e che non avrò mai questi problemi...(guai chi mi tocca da mangà) xD
    Apparte le battutine...
    Vorrei leggere tantissimo questo libro
    Non ho mai affrontato libri di questo genere...non mi sono mai spostato dal fantasy...Ma sto crescendo e credo leggere questo libro può farmi pensare moltissimo sui problemi dei ragazzi di oggi...
    Ho visto molte recensioni di questo libro e anche della tua si vede che è un libro che toccherà molto tutte le persone che lo leggerano...

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  8. La tua recensione mi ha fatto un pò "vivere" il libro, sarebbe interessante leggerlo!Ho un amico(non è vero che è una malattia prettamente femminile) uscito dall'anoressia, ma alcune loro "abitudini" restano x tutta la vita... Mi colpirebbe molto la lettura di questo libro, grazie epr avermelo fatto conoscere.

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  9. Bella recensione. Si capisce che questa storia ti ha appassionato e colpito. Quello che hai detto e soprattutto le parti del libro che hai condiviso con noi mi hanno incuriosito molto. Questo è un tema difficile, l'anoressia è una vera malattia che non si capisce a pieno se non viene vissuta.
    Sicuramente leggerò il libro, mi hai convinta ;)
    Più che altro è difficile trovare un libro che ti fa riflettere e ti appassiona al 100%, questo sembra uno di quelli, da provare!

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  10. Davvero molto dettagliata la tua recensione; mi hai fatto venire tanta voglia di leggere il libro! Purtroppo l'anoressia è un problema attualissimo e diffuso e anche se una persona riesce a sconfiggerla, è difficile che se ne liberi al 100%!

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  11. sembra molto inreressante l'intreccio del libro. Complimenti per la tua recensione, è molto ben fatta e ti invoglia a leggere il libro molto delicatamente! Brava!

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  12. Complimenti per la recensione!!! Questo libro credo che lasci inevitabilmente un segno nelle persone che lo leggono perchè i Quotes mi hanno colpita moltissimo!!! Spero di riuscire a vincerlo, altrimenti lo comprerò ^^

    Lady†Aredhel

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  13. Vi ringrazio per i commenti, sono contenta che la recensione vi piaccia, in bocca al lupo per il concorso:)

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  14. lacittàdellagioia9 settembre 2010 23:40

    Complimenti per l'intervista e la recesione e tutto il blog insomma...si pensa che i disturbi dell'alimentazione siano patologie esclusivamente adolescenziali o giovanili...per allargarsi, invece no. Dicono che dopo una certa età si manifestino in altri modi o che si attutiscano in programmi alimentari che spesso si confondono con il wellness, invece no. L'anima si ammala a qualsiasi età e per qualsiasi motivo ma che ci piaccia o no la giostra continua a girare, con o senza di noi. Meglio non scendere perchè il biglietto non è rimborsabile.

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  17. ciao, complimenti per la recensione, si vede che ti è molto piaciuto!!
    io purtroppo non ho letto questo, nè tanto meno speak..purtroppo mi riprometto sempre di comprarlo..ma non lo faccio mai..
    da come l'hai descritto mi è venuta una voglia tremenda di leggerlo!!appena uscirà lo cercherò in biblioteca e ti dirò che ne penso^_^

    p.s. le quotes sono fortissime!!!!
    chissà se avrò la fortuna di vincerlo!!!

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  18. Beh, potrei iniziare dicendo di avere vissuto una situazione simile in famiglia. Purtroppo si assiste a scene in cui i "maggiori colpevoli" riescono solo a far da scaricabarile ed in cui NESSUNO reperisce dentro di sè la forza di superare l'imbarazzo per la situazione, i sensi di colpa malcelati e la distanza verso una creatura che si vuole alienare, per tirarla fuori dal "lieto baratro" in cui ha deciso di precipitarsi...
    Sarei felice di leggere questo libro, se avessi la fortuna di vincerlo. Un abbraccio.

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