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mercoledì 15 gennaio 2014
In pillole: Assassinio sull'Orient Express di Agatha Christie
Lo so, lo so, dovrei vergognarmi nel dirvi che questo è il primo romanzo che leggo di Agatha Christie e sinceramente me ne vergogno davvero. Non sarà l'ultimo, però devo ammettere che questo non mi è piaciuto quanto speravo. È il mio primo incontro su carta con Poirot, che conoscevo da alcuni episodi televisivi dedicati, e probabilmente ne avevo in testa un'immagine troppo precisa che non ha poi collimato con quello che ho trovato nel testo (nel libro non ha mai detto "celluline grigie"!). L'investigatore non mi ha convinto così come non mi ha convinto il processo investigativo: talvolta mi è sembrato ci fosse un eccessivo tirare a indovinare, senza che il lettore avesse tutti gli elementi per scoprire certi elementi. Ci sono poi alcuni pregiudizi/stereotipi sicuramente tipici del tempo che mi hanno fatto storcere il naso e mi sono sembrati poco adatti a un investigatore. Non c'è poi una gran suspense e il tutto scorre un po' troppo liscio come l'olio. Insomma, un libro che mi ha un po' deluso, si legge velocemente, la storia è carina, ma evidentemente preferisco un altro tipo di gialli. Non demordo però, darò un'altra possibilità ad Agatha Christie con Dieci piccoli indiani, che mi dicono essere un capolavoro, sperando sia meglio.
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venerdì 13 gennaio 2012
In pillole: D’un tratto nel folto del bosco di Amos Oz
Genere: Favolistico
Editore: Feltrinelli
Pagine: 114
Prezzo: 6,50€
Voto: 2/5
La notte, al villaggio, uno strano, impossibile silenzio abita il buio. Anche di giorno, l'assenza degli animali lascia ovunque le sue tracce: non un cane in cortile, non un gatto sui tetti, e nemmeno una mosca che ronza o un grillo che canta nei prati intorno. Qualcosa dev'essere successo tempo fa e i bambini ogni tanto fanno domande che restano senza risposta. Fino a quando Mati e Maya non partono per la loro avventura, in cerca del mistero del villaggio dove gli animali sono scomparsi. Nel folto del bosco troveranno Nimi, il bambino puledrino ammalato di nitrillo, Nehi, il demone del bosco e una triste verità.
Non avevo mai letto nulla di Amos Oz, e sinceramente, dopo aver letto questo libretto, non so se e quando gli darò un’altra possibilità. Le premesse erano buone, le prime pagine accattivanti, in un certo senso magiche: ma poi tutto diventa di una noia mortale! L’autore non fa che ripetere in continuazione le stesse cose, rendendo la lettura pesante e per nulla interessante: la morale presente è sicuramente importante, ma uno arriva al termine della lettura talmente estenuato da farci a malapena caso. Per fortuna era breve!
Apprezzo fiabe e favole, ma questa si potrebbe usare unicamente per far addormentare i bambini in men che non si dica: ho rischiato più volte di addormentarmi anch’io!
mercoledì 9 marzo 2011
In pillole: Le luci nelle case degli altri
Le luci nelle case degli altri di Chiara Gamberale
Editore: Mondadori
Pagine: 392
Prezzo: 20,00€
Noia. Questo libro è stato per me una noia mortale. Ne avevo sentito parlare davvero molto bene e, incuriosita, l’ho preso in prestito. Sin dall’inizio lo stile della Gamberale non mi è andato proprio giù: la punteggiatura sembrava quasi messa a caso, dovevo rileggere alcune frasi per capirle. Comunque ho cercato di sorvolare dato che, perlomeno all’inizio, la storia pareva intrigante: niente di più sbagliato.Dopo un po’ il tutto è diventato noioso e ripetitivo. Mandorla è davvero una bambina poco credibile secondo me, che passa da sciocche preghiere ad oggetti inanimati (alla terza ho cominciato a saltarle a piè pari) alla comprensione di concetti che sfido qualunque bambino ad interpretare. Anche l’ipotetica curiosità di conoscere l’identità del padre di Mandorla mi è venuta meno: insomma, avrei sfoltito la storia di un bel po’ probabilmente, o meglio, avrei voluto leggere una storia tutta diversa. In conclusione questo libro è stato davvero deludente: per fortuna non l’avevo comprato! Ah, e oltretutto a metà libro, non so come, avevo capito chi era il padre di Mandorla-.-

Editore: Mondadori
Pagine: 392
Prezzo: 20,00€
Mandorla è la bambina felice di una ragazza madre piena di fantasia. Maria, la mamma, lavora come amministratrice d'immobili e ha lo speciale dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti sedute di terapia di gruppo... Quando un tristissimo giorno Maria muore cadendo dal motorino, i condomini di via Grotta Perfetta 315, quelli che più le volevano bene, scoprono da una lettera che proprio nel loro stabile la piccola Mandorla è stata concepita... ma su chi sia il padre, la lettera tace. Proprio perché con tutti Maria sapeva instaurare un legame intenso, nessun uomo tra i condomini si sente sollevato agli occhi degli altri dal sospetto di essere il padre di Mandorla. È così che verrà presa la decisione di non fare il test del DNA su Mandorla, e stabiliscono di crescere la bambina tutti assieme. È questo il fatale presupposto di una commedia umana che, con l'alibi del paradosso, in realtà ci chiama in causa tutti. E mentre, di piano in piano, Mandorla cresce, s'innamora, cerca suo padre e se stessa, ci si avventura con lei verso rivelazioni luminose e rivelazioni scomode, si assiste a nuove unioni e a separazioni necessarie. L'autrice costruisce attorno al cuore pulsante della sua protagonista un romanzo corale dove i grandi archetipi si mescolano agli struggimenti contemporanei, la verità e la menzogna cambiano continuamente di segno per dare vita a una voce fresca e profonda, che condurrà, fiduciosa soprattutto dei suoi dubbi, verso un finale sorprendente.
Noia. Questo libro è stato per me una noia mortale. Ne avevo sentito parlare davvero molto bene e, incuriosita, l’ho preso in prestito. Sin dall’inizio lo stile della Gamberale non mi è andato proprio giù: la punteggiatura sembrava quasi messa a caso, dovevo rileggere alcune frasi per capirle. Comunque ho cercato di sorvolare dato che, perlomeno all’inizio, la storia pareva intrigante: niente di più sbagliato.Dopo un po’ il tutto è diventato noioso e ripetitivo. Mandorla è davvero una bambina poco credibile secondo me, che passa da sciocche preghiere ad oggetti inanimati (alla terza ho cominciato a saltarle a piè pari) alla comprensione di concetti che sfido qualunque bambino ad interpretare. Anche l’ipotetica curiosità di conoscere l’identità del padre di Mandorla mi è venuta meno: insomma, avrei sfoltito la storia di un bel po’ probabilmente, o meglio, avrei voluto leggere una storia tutta diversa. In conclusione questo libro è stato davvero deludente: per fortuna non l’avevo comprato! Ah, e oltretutto a metà libro, non so come, avevo capito chi era il padre di Mandorla-.-
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