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giovedì 25 settembre 2014

Lies my girlfriend told me - Julie Anne Peters

Lies my girlfriend told me di Julie Anne Peters
Dello stesso autore: Between mom and Jo
Disponibile in italiano? No
Parole chiave: Contemporary, LGBT, Romance, YA
Pagine: 256
Formato: eBook
Editore: Little Brown Books
Data di pubblicazione: Giugno 2014
Goodreads Amazon.it


È estremamente difficile per me parlarvi di Lies my girlfriend told me di Julie Anne Peters: il problema fondamentale è che a me, emotivamente parlando, il libro è piaciuto ma, pensandoci a freddo e a fondo, ci sono degli oggettivi difetti che dovrebbero far diminuire il mio gradimento. Eppure per me è stato il libro giusto al momento giusto, ciò mi mette in difficoltà. Quindi con molta probabilità questo sarà un post non molto sensato(anche perché non mi sento un gran che), vi avverto.

Mia sorella, Arya e Lies my girlfriend told meLa nostra storia ha inizio con Alix che riceve una terribile notizia: Swanee, la sua ragazza, è morta durante il suo allenamento mattutino per un attacco di cuore. Ad Alix crolla letteralmente il mondo addosso e il dolore la distrugge. Durante la cerimonia dopo il funerale, alla disperata ricerca di un po' di solitudine, si chiude in camera di Swanee e tocca le sue cose, rievocando dolci ricordi: il suono improvviso del cellulare la riporta alla realtà. Il telefonino che suona però non è il suo, ma quello di Swanee. Incuriosita lo afferra e trova decine di messaggi firmati LT, messaggi inequivocabilmente inviati da qualcuno che è qualcosa di più di un semplice amico. Chi è questo LT? Qual era il suo rapporto con Swanee? Alix è decisa a scoprirlo, ma di certo non si aspetta quello che invece troverà.

Posso dire di essere una fan di Julie Anne Peters: ho adorato Luna e By the time you read this I'll be dead, e mi sono piaciuti anche Between Mom and Jo e questo romanzo. Devo ammettere che però i suoi libri mi piacciono molto perché riescono a catturarmi dal punto di vista emotivo, nonostante abbiano dei difetti. Forse questo Lies my girlfriend told me è il più debole tra quelli che ho letto, quello in cui ragionando a mente fredda riesco a individuare più difetti. Primo fra tutti, c'è quello che in pratica posso definire come un insta-love: è inutile girarci intorno, in poche pagine viene costruita una storia d'amore meravigliosa che è tutto tranne che realistica. Mi sono trovata a litigare col mio cervello, che per metà cercava di difenderla e per metà di affossarla.
"Ma si sono appena conosciute!" "Eh, ma stanno passando un periodo difficile, sono fragili." "Eh, ho capito, ma ti rendi conto di chi è lei?! Non ti sembra una sorta di ripiego/vendetta/non so che altro?" "Mah,forse... ma sono così puccioseee" "E ti sembra una ragione sufficiente?" "Razionalmente no, ma ne avevo bisogno."

L'audiobook di Lies my girlfriend told meTrovo anche un po' forzata la contrapposizione tra le famiglie di Alix e Swanee, sembra che l'autrice faccia di tutto per sottolineare come la famiglia di quest'ultima, più liberale, sia quanto di peggio c'è al mondo, con coppie aperte, droga e quant'altro. Ecco, avrei preferito una molto più normale via di mezzo, non è necessariamente detto che i genitori che lasciano un po' più di libertà ai figli crescano famiglie disagiate. Anche gli stessi sbagli di Swanee vengono ricondotti a loro, come se la ragazza non fosse dotata anche di un proprio cervello. Manca anche un approfondimento di Swanee e delle ragioni dietro ai suoi comportamenti, possiamo solo ipotizzare, ben poco ci viene spiegato.

C'è poi una certa prevedibilità e un'eccessiva velocità nel succedersi degli eventi da metà in poi, con le cose, belle o brutte che siano, che accadono a una velocità esagerata, senza darti bene il tempo di realizzare, risultando poco plausibili. Nonostante tutto questo, è riuscito a rapirmi: avevo bisogno di qualcosa di scorrevole e leggero e questo si è dimostrato adatto. Ho apprezzato molto LT e sono riuscita in qualche modo a comprendere anche Alix; ho apprezzato poi il fatto che per una volta il romanzo non fosse incentrato sulla tematica del coming out o del bullismo, ma descrivesse semplicemente la vita di una ragazza omosessuale alle prese con le sue prime cotte. Insomma, non è il romanzo del secolo, ha molti difetti, ma mi ha distratto dall'ansia e dalla studio, e tanto mi basta.

mercoledì 11 settembre 2013

Perché ci siamo lasciati di Daniel Handler

Perché ci siamo lasciati è un romanzo che mi ha deluso. Le premesse per una storia originale e interessante c’erano tutte, ma la narrazione lenta e poco coinvolgente mi ha portato più volte a pensare di mollare il libro senza finirlo. Alla fine l’ho letto tutto, unicamente perché volevo sapere per quale cavolo di motivo Ed e Min si fossero lasciati. Motivo, per altro, prevedibilissimo.

La storia narrata in Perché ci siamo lasciati comincia dalla fine: la relazione tra Ed e Min si è conclusa e la ragazza decide di mettere definitivamente la parola fine alla faccenda riponendo in una scatola tutto ciò che ha raccolto durante il loro rapporto e che le ricorda Ed per poi consegnargliela. Troviamo un po' di tutto, tappi di birra, rullini, biglietti del cinema, una zuccheriera... Ogni oggetto ci viene mostrato dalle illustrazioni di Maira Kalman che introducono ogni nuovo capitolo. Ci vengono descritti diversi episodi della relazione tra i due ragazzi sino al finale che, finalmente, ci spiega perché si sono lasciati.

Le cose che mi hanno fatto storcere il naso in questo romanzo sono molte, devo ammetterlo.

Innanzitutto Min, la protagonista: non sono riuscita a capirla, né a entrare in alcun modo in empatia con lei. Ho trovato alcuni suoi atteggiamenti sciocchi, inspiegabili e non sono riuscita in alcun modo a farmela piacere. Capite bene che, essendo tutta la storia narrata dal suo punto di vista, questo è un problema decisamente non da poco. Ed se possibile è anche peggio: rappresenta un'infinità di cose che mi infastidiscono ed è, secondo me, a dir poco stereotipato. Il tipico sportivo da telefilm americano, per capirci. E palesemente nella loro relazione c'è qualcosa che non va, ma Mindy doveva avere veramente delle grosse fette di prosciutto sugli occhi per non accorgersene. Che poi sono stati insieme a malapena tre mesi. TRE MESI.

Il ritmo della narrazione è incredibilmente lento, non succede molto di eclatante o emozionante, mi sono ritrovata ad andare avanti nella lettura per inerzia, con un'immensa voglia di saltare le pagine e, già che c'ero, prendere a schiaffi Min per farla rinvenire.

Un'altra cosa che mi ha infastidito sono state le continue citazioni cinematografiche presenti nel romanzo. Ogni cosa che succede viene da Min paragonata alla scena di un film, molti dialoghi le fanno venire in mente le battute di un certo film. E basta! Non essendo molto ferrata in materia, inizialmente ho pensato che comunque non riuscissi a cogliere le citazioni per ignoranza mia e null'altro. Poi parlando con Girasonia è uscito fuori che in realtà l'autore si è inventato tutti i film citati. Ecco, questa cosa mi ha fatto arrabbiare ancora di più. Pur non gradendolo, avrei potuto riconoscere all'autore la gran cultura cinematografica: e invece no! È tutto inventato! Le scene dei film, i titoli, le battute, cascano così a fagiolo perché se li è inventati.

In definitiva, un romanzo con uno spunto e una struttura piuttosto innovativi la cui realizzazione però non mi ha soddisfatto. Per sentire una campana completamente diversa (tenete comunque presente che non sono una fan dei romanzi puramente romance, anche se ogni tanto ci provo), non perdetevi la recensione di Girasonia, che invece ha adorato il romanzo.

lunedì 22 luglio 2013

Eleanor & Park di Rainbow Rowell (Per una volta nella vita)

 




I want everyone to meet you. You're my favorite person of all time.



Sono praticamente mesi che sento parlare di Eleanor & Park: praticamente tutte le blogger che seguo lo hanno letto, e tutte hanno scritto recensioni entusiaste. Per cui potete ben capire con quali aspettative io mi sia avvicinata al romanzo. Pensavo che mi avrebbe fatto cambiare idea circa i romance per YA, che come sapete non sono esattamente la mia cup of tea. Intendiamoci: non è che odi il romance, semplicemente difficilmente mi piacciono storie incentrate esclusivamente su esso. Eleanor & Park, da quanto avevo letto in giro, sembrava diverso, con tematiche anche importanti, ma purtroppo non è riuscito a convincermi.

Siamo nel 1986, a Omaha. Eleanor si è appena trasferita, Park vi è nato e cresciuto. Eleanor non rappresenta certo lo stereotipo di bellezza: un po' in carne, si veste in modo strambo, più spesso con indumenti maschili che femminili, una zazzera di riccioli rossi a coronare il tutto. Park ha origini  koreane, è perennemente vestito di nero e ama isolarsi nel suo piccolo mondo fatto di musica. Eleanor ha una famiglia allo sfascio, con un patrigno che la odia, una madre che subisce e tre fratellini terrorizzati. Park in confronto ha una famiglia che sembra uscita da una pubblicità del Mulino Bianco, con un padre forse un po' burbero e severo ma che comunque gli vuole bene. Entrambi costretti ad andare a scuola con il bus, loro malgrado si incontreranno, o meglio si scontreranno. E da lì tutto avrà inizio.

'I just can’t believe that life would give us to each other,’ he said, ‘and then take it back.’


‘I can,’ she said. ‘Life’s a bastard.'

Devo ammettere che all'inizio ero completamente coinvolta: la prima parte del romanzo mi ha rapito, colpito, incuriosito. Poi però è cominciata la noia. Mi è venuta addirittura voglia di saltare qualche pagina, e questo non è mai un buon segno. Ma andiamo con ordine.

 All'inizio la Rowell ci fa quello che possiamo definire un quadro della situazione: conosciamo i due protagonisti, altri ragazzi della scuola, le rispettive situazioni familiari,... Poi abbiamo l'incontro tra i due  e l'alternarsi dei due diversi POV è interessante e ci consente di vedere ogni cosa dal doppio punto di vista e soprattutto di non perderci nulla nell'evoluzione della situazione. E qui forse abbiamo quella che per me è la parte migliore del romanzo: i due protagonisti che abbiamo di fronte non sono i soliti perfettini da calendario, ma due ragazzi del tutto ordinari. Ancora meglio, sono due nerd: abbiamo quindi diverse citazioni e menzioni, da Watchmen a Star Wars, passando per tutta una serie di fenomeni degli anni ottanta ancora vividi nell'immaginario collettivo (es. Magnum P.I, Bruce Lee).

“You can be Han Solo," he said, kissing her throat. "And I'll be Boba Fett. I'll cross the sky for you.”



Il tutto però diventa poi all'improvviso decisamente troppo mieloso per i miei gusti. Ma soprattutto mi ha dato fastidio come elementi fondamentali, per esempio le problematiche familiari di Eleanor, diventino per pagine e pagine praticamente di secondo piano. Abbiamo solo ogni tanto qualche riferimento del tipo "Non devo farmi beccare da Richie" ma tutto si limita praticamente solo a quello. Per Eleanor non c'è altro che Park, e per me il libro è diventato pesante.



Inoltre ho spesso faticato a entrare in sintonia con Eleanor: per certi versi ci somigliamo molto, ma devo ammettere che talvolta ho fatto fatica a seguire il filo logico dei suoi pensieri, non riuscendo così a spiegarmi diverse delle sue azioni.
Ogni cosa mi pare poi che si risolva con troppa facilità, in modo decisamente poco realistico. Per non parlare del finale, che mi ha decisamente lasciato interdetta, con troppe cose non chiare, incentrato solo ed esclusivamente su Park e Eleanor. Per me l'autrice ha perso l'occasione di approfondire tematiche importanti, limitandosi ad accennarle per poi lasciarle un po' nel dimenticatoio e risolverle in modo semplice o vago. (Per chi lo ha letto, giusto qualche nome di riferimento: Tina? La famiglia? E gli zii, così, senza problemi?)

In definitiva un romanzo che mi ha un po' deluso. Probabilmente sarà più gradito a coloro che amano il romance, tenete conto che io sono una delle pochissime lettrici che non ne è rimasta soddisfatta.

sabato 26 maggio 2012

La grammatica dell'amore di Rocio Carmona

La grammatica dell'amore di Rocio Carmona



Originale: La gramática del amor
Genere: YA, romance, contemporary
Editore: Fanucci
Collana: Teens
Pubblicazione: Maggio 2012
Pagine: 304
Prezzo: 14,00€
Acquista su: Amazon.it

Voto:






sabato 25 febbraio 2012

Come si scrive ti amo di Rachel Cohn, David Levithan

Come si scrive ti amo di Rachel Cohn e David Levithan
(Dash & Lily book of dares)


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Originale: Dash & Lily’s book of dares
Genere: YA, romance
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 271
Prezzo: 16,00€
Voto: 3,5/5
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"Qui dentro troverai alcuni indizi. Se ti interessano gira pagina. Se no ti prego di rimettere il taccuino sullo scaffale". Dash è un ragazzo scontroso e solitario che alla compagnia delle persone preferisce quella dei libri. Tra gli scaffali della sua libreria preferita trova una moleskine rossa, lasciata da una misteriosa ragazza che gli lancia una sfida. Lily si prepara ad affrontare il Natale più triste della sua vita. Per distrarsi un po’ scrive alcuni indizi sulla sua agendina rossa e la lascia tra gli scaffali di una libreria, sperando che a trovarla sia il ragazzo giusto.

my point of view

*la recensione si riferisce all’edizione inglese del libro*


Udite udite, Yuko ha letto un romance! Miracolo! Non sono impazzita, non preoccupatevi, o, perlomeno, non sono più insana del solito. Ora vi spiego come sono andate le cose. Partiamo subito col dire che non avevo idea che esistesse un’edizione italiana di questo libro e che, se l’avessi vista, probabilmente non l’avrei mai letto. Sì, lo so, non bisogna giudicare un libro dalla copertina, ma tra quella e il titolo… beh, quasi sicuramente non l’avrei mai preso in mano.

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L’edizione inglese invece mi ha stregato: il titolo e la cover mi sono saltati subito all’occhio, incuriosendomi. Poi ne ho letto la trama e ho deciso di fare il “grande passo”: l’ho comprato su Bookdepository e l’ho lasciato per un po’ a raccoglier polvere in libreria, presa da millemila altre cose. Un giorno, mentre osservavo i miei scaffali, mi è venuta una gran voglia di leggerlo, e in poche ore l’ho finito. E mi è piaciuto moltissimo.

Moleskine_by_rafaboreanazLily è un’adolescente un po’ particolare:molto legata alla famiglia e alle tradizioni, è spesso infantile e testarda. Spinta dal fratello, lascia in una libreria amica una Moleskine rossa con alcuni indizi da seguire. E proprio tramite questa piccola agenda comincia il suo atipico rapporto con Dash, senza che i due si siano mai visti né sentiti. Lo so, probabilmente la situazione è parecchio irreale, ma è interessante e commovente vedere come, tramite la parola scritta e alcuni piccoli gesti, i due ragazzi comincino a conoscersi per quello che realmente sono e non per come appaiono o per come li vedono gli altri. Divertenti le varie prove, spesso vere e proprie sfide per chi deve compierle (per esempio Dash viene mandato in un centro commerciale stracolmo a pochi giorni da Natale in mezzo a migliaia di addobbi natalizi e obbligato ad andare a sedersi sulle ginocchia di Babbo Natale) e i diversi “attori” che prendono parte alla vicenda sono spesso buffi, a partire dai molti parenti di Lily.

Ma non è solo un libro da ridere. David Levithan ci mostra uno spaccato del mondo adolescenziale, toccando problemi e situazioni purtroppo spesso comuni nel mondo odierno. Ma ci mostra anche come alcuni adolescenti siano ancora “diversi” dal mucchio e sappiano fare cose che difficilmente riescono agli adulti, come non giudicare e perdonare.

Un libro che consiglio agli adolescenti o anche ai più grandicelli che vogliano passare qualche ora spensierata e dolciosa, come direbbe mia sorella.
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autore


David Levithan (nato nel 1972) è editore di libri per bambini americano e autore pluripremiato. Ha pubblicato il suo primo libro per ragazzi, Boy Meets Boy, nel 2003. Levithan è anche il fondatore ed editore di PUSH, un'agenzia di stampa scolastica per ragazzi.
Rachel Cohn è nata il 14 dicembre 1968 a Silver Spring, nel Maryland. Cresciuta nella zona di DC (sobborgo del Maryland),
e passando le estati nel Massachusetts dai nonni.
Appena ha iniziato a leggere e scrivere ha cominciato a scrivere storie.

le cover
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altre opere

Tutto accadde in una notte di Rachel Cohn e David Levithan

Manhattan, sabato sera, un locale punk. Nick, che ha appena finito di suonare con il suo gruppo, chiede a una sconosciuta di essere la sua ragazza per cinque minuti. Le chiede solo cinque minuti e un bacio. Quanto basta per farsi vedere dalla sua ex che incede sicura nel locale con il nuovo ragazzo. Ma anche quanto basta per precipitare con Norah in una notte lunghissima. Vagando in una New York piovosa e sfavillante di luci, tra tassisti scontrosi, buttafuori vestiti da conigliette, ingombranti ex fidanzati, un giubbotto che si chiama Salvatore e una vecchia auto di nome Jessie, Nick e Norah vivranno una notte indimenticabile, al ritmo di una colonna sonora fatta di clacson, cellulari squillanti e canzoni...

Va a finire che ti amo di Rachel Cohn e David Levithan

Naomi e Ely sono amici da quando andavano all'asilo, e sono così legati che niente e nessuno potrebbe minacciare l'inossidabile "N. & E. Istitution". Niente o quasi: per questo hanno deciso di stendere una lista con le cose da non fare MAI per proteggere la loro amicizia, resistita alle peggiori calamità, tra le quali l'appartenenza a due universi lontani come quello maschile e femminile. Ma Ely è gay, e il prezioso vademecum consiste in un elenco di ragazzi da non abbordare nemmeno in caso di estinzione del genere umano: la Lista degli Imbaciabili®. Non a caso, è proprio contro il più intoccabile della lista che il patto si infrange: il ragazzo di Naomi. È la tragedia, e Naomi decide di non rivolgere più la parola al suo migliore amico. Ma non per la ragione più ovvia. Perché c'è una cosa che Naomi non vuole ammettere: ad andare in frantumi non è stata la sua fiducia, ma l'inconfessabile speranza che un giorno Ely si innamori di lei.

Will ti presento Will di David Levithan, John Green

Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Dal momento in cui i loro mondi collidono, le vite dei due Will, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull'amicizia, l'amore e su loro stessi.

Boy meets boy di David Levithan

Quando Paul incontra Noah, la prima cosa che pensa è: "Eccolo, finalmente." E lo stesso capita a Noah. Ma voler stare bene con una persona, purtroppo, spesso non basta, e Paul, travolto dalla centrifuga emotiva di amici ed ex fidanzati, finisce per commettere il più classico degli errori. E scoprirà che per ricucire gli strappi ci vuole molto coraggio.

lunedì 5 dicembre 2011

Warm Bodies di Isaac Marion

Warm Bodies di Isaac Marion


Genere: sci-fy, paranormal romance
Creature: zombie
Editore: Fazi
Collana: Lain
Traduttore: T. Lo Porto
Pagine: 269
Prezzo: 14,50€
Voto: 3,5/5

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R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con...

In Warm Bodies ci ritroviamo in un non ben precisato futuro in cui gli zombie si sono diffusi sulla terra e sono rimaste solo poche, piccole roccaforti di esseri umani ancora in vita.

E fin qui niente di nuovo sotto il sole, dato che “la piaga zombie” è un tema che è stato molte volte affrontato, non solo da scrittori ma anche da registi e sceneggiatori (vedi, per esempio, la recente serie TV The Walking Dead, con i vari annessi libri e fumetti).

Marion però inserisce nel suo romanzo un elemento originale, che ha fatto storcere il naso a molti, in parte me compresa: l’amore tra uno zombie e una umana.

Se pensiamo alla concezione che la maggior parte di noi ha degli zombie, ci figuriamo delle persone decedute in decomposizione  che avanzano con fare strascicato sussurrando “Cervellooooooooo”.

L’autore parte da un quadro simile: gli zombie ondeggiano per la città, chi più chi meno integro, dando la caccia alle persone in vita per nutrirsi di loro. Ma c’è un motivo per cui la loro meta più ambita è il cervello di una persona: ingerendolo infatti i non morti sono in grado di rivivere alcuni istanti di vita dell’individuo in questione, di risentirsi vivi. Inoltre queste creature sono in grado di parlare (niente di troppo complicato,eh) e hanno costituito una sorta di società, in cui si sposano e hanno figli che portano a scuola, il tutto ovviamente in non morto style: per esempio, i piccoli zombie a scuola imparano come attaccare i vivi e procurarsi del cibo.

R. sembra apparentemente uno zombie come tutti gli altri, finché non assaggia il cervello di Perry: i ricordi del ragazzo gli compaiono vividissimi nella mente ed è come se la sua mente e il suo essere si insinuassero in lui.  Quando voltandosi R. vede Julie, la fidanzata di Perry, prende una decisione che cambierà per sempre il mondo: decide di salvarla e di proteggerla. Diventa uno zombie cosciente, uno zombie con degli scrupoli: inizialmente queste sensazioni, questo suo modo di essere, sono limitati al suo rapporto con Julie, ma pian piano R. sembra tornare una persona.
Certe volte me ne sto seduto qui con il motore che romba, le mani mollemente poggiate sul volante, bramando che mi baleni un ricordo vero. Nessuna sensazione confusa nè vaga conoscenza saccheggiata dall’inconscio collettivo. Qualcosa di preciso, a tinte forti, vivido. Qualcosa di inequivocabilmente mio. Mi sforzo, cercando di liberarmi dall’oscurità.

Ho accettato questa umanizzazione dello zombie, apprezzando la sua originalità: non sono però riuscita a mandar giù l’atteggiamento di Julie nei suoi confronti. Lo so, non ci si deve fermare alle apparenze, ma come si può rimanere noncuranti di fronte a un cadavere in decomposizione che ti parla, ti tocca, ti abbraccia?

Lo so, anche i vampiri sono morti, ma almeno non rischiano di perdere brandelli di carne mentre camminano! La relazione zombie-umana non è una situazione che al momento riesco a figurarmi senza disgusto. È un peccato perché la storia d’amore che Marion descrive è molto bella e intensa: bisogna però riuscire a sorvolare sulle condizioni della parte maschile, cosa per cui al momento non sono evidentemente ancora pronta.
Ma gli scheletri nell’armadio di Julie non mi fanno paura. Non vedo l’ora di incontrarne altri, di guardarli fisso negli occhi e dare loro una decisa e scricchiolante stretta di mano.

La narrazione è un po’ lenta ma il romanzo è ben scritto e ho apprezzato molto l’idea di inserire, a inizio di ogni capitolo, l’immagine di una diversa parte del corpo.

In definitiva un buon romanzo, che apprezzerete molto più di me se riuscirete ad accettare l’idea di una ragazza che si lega a uno zombie.
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autore

Isaac Marion è nato nel 1981 in una remota cittadina dello Stato di Washington, vive da sempre a Seattle. Per sopravvivere ha svolto decine di lavori (per lo più improbabili) fino a quando un suo racconto, I Am a Zombie Filled with Love, non è diventato la short story più cliccata d’America dando vita al progetto di Warm Bodies. Personaggio eclettico, Marion è pittore e musicista per passione, http://burningbuilding.blogspot.com/ è il sito su cui si possono seguire le sue evoluzioni artistiche.

venerdì 24 giugno 2011

The sky is everywhere di Jandy Nelson





























OriginaleThe sky is everywhere
GenereYoung Adult Romance
EditoreFazi
Pagine270
Prezzo15,00€
Votomezzastella

Lennie Walker è una ragazza semplice, innamorata della vita e del suo clarinetto. Ma un giorno un tragico avvenimento sconvolge la sua routine: durante un’esibizione a teatro, sua sorella Bailey muore. Senza preavviso, il suo cuore si è fermato, e non c’è stato più nulla da fare. E lo stesso metaforicamente accade a Lenny, che dopo la morte di Bailey fatica a trovare un senso alla sua vita: non è sola, ha accanto a sè la nonna e lo zio, ma sembra non vederli, concentrata unicamente sul suo dolore. Inoltre, da quando sua sorella è morta, qualcosa sembra essersi improvvisamente risvegliato in lei, e i ragazzi non le appaiono più come sciocchi scimmioni e inizia a essere attratta da loro. E come si può rimanere impassibili di fronte a un ragazzo come Joe, che con un battito di ciglia è in grado di far cadere ai suoi piedi mezza città? E come può ignorare Toby, il ragazzo di sua sorella, l’unico che sembra in grado di capire il suo dolore?

Come avrete potuto intuire dal voto che ho attribuito a questo libro, non ne sono rimasta completamente soddisfatta. Ci sono state cose che mi hanno esaltato, commosso, coinvolto, ma altre mi hanno decisamente fatto storcere il naso.  La seconda metà del libro è secondo me decisamente superiore alla prima, per cui, se per caso lo state leggendo e non vi sta convincendo troppo, vi consiglio di non abbandonarlo (anche se dalle recensioni che ho letto in giro penso di essere l’unica a non aver letteralmente adorato questo romanzo xD).

Partiamo dalla protagonista, Lennie. E’ una ragazza più o meno normale, con un innato talento per la musica, in particola modo il clarinetto: ha una migliore amica, con cui passa gran parte del suo tempo, e un’adorazione per la sorella Bailey. Per cui, come potete immaginare, quando quest’ultima muore, il mondo le cade addosso. Adesso, lo so che ognuno di noi reagisce diversamente al lutto, per l’amor del cielo, ma alcune reazioni di Lennie mi hanno fatto letteralmente cascare le braccia. Come può dire che al funerale pensava unicamente ai bei maschioni presenti??? Per non parlare del fatto che, improvvisamente, vorrebbe “conoscere” meglio ogni esemplare maschile vagamente attraente nel raggio di 100 km?!?! Ma sei fuori?!?! Cavoli, non dico certo che dovesse stare in camera a fustigarsi, ma l’ormone impazzito nooo! Fortunatamente, a questi attimi di pura follia si alternano momenti di vero dolore, in cui Lennie, nella camera che divideva con la sorella, si strugge per la sua dipartita: queste parti sono davvero molto ben scritte e ti fanno entrare in empatia con la protagonista, così come i piccoli messaggi che Lennie lascia in giro per la città e che sono riportati nel testo, alla fine di alcuni capitoli. Ci sono poesie, frasi spezzate o semplici ricordi, alcuni davvero molto toccanti (tra i miei preferiti c’è il ricordo del gioco che Bailey e Lennie facevano da bambine, prima di dormire, pensando alla madre).

Le controparti maschili sono ben costruite, anche se Joe è decisamente troppo perfetto: musicista, avvenente, romantico, gentile. Quello che fa per Lennie e la sua famiglia è meraviglioso ma ahimè, se penso al mondo reale, decisamente poco credibile. Sarebbe un bel sogno, sicuramente, ma solo un sogno.

La nonna e lo zio sono senza ombra di dubbio i miei personaggi preferiti: entrambi sopra le righe, con passioni e atteggiamenti un po’ folli, si fanno amare sin dalle prime battute del romanzo. E’ inoltre molto ben descritto come il dolore si rifletta nelle loro abitudini: la nonna che comincia a cucinare cibo che sa di cenere, lo zio che smette improvvisamente di correre dietro all’amore. Una cappa sembra scendere sulla casa dei Walker e loro, con i loro comportamenti, ne sono l’emblema, talvolta molto più di Lennie.

C’è tanto dolore ma anche molto amore, e non solo di coppia, ma anche familiare.

La storia è giustamente lenta e ben costruita: in definitiva l’unica cosa che mi ha “rovinato” la lettura è stato l’ormone pazzo di Lennie. Il suo avvicinarsi a Toby non mi ha fatto impazzire ma ho cercato di comprenderlo: un forte dolore può accumunare due persone più di quanto si creda possibile. Ma talvolta l’ho trovata proprio insopportabile.

Un buon young adult, lontano dai soliti schemi, che secondo me poteva dare di più.

Cover: starstarstarstar
Trama: starstarstarmezzastella
Finale:starstarstarmezzastella
Personaggi: starstarstar
Stile di scrittura: starstarstarstar
autore

Jandy Nelson si è laureata alla Cornell, ha un master in poesia e uno in scrittura per bambini e giovani adulti. Agente letteraria per molti anni, dopo un esordio come poetessa ora si è dedicata completamente alla fiction.The Sky is everywhere è il suo primo romanzo. Vive e lavora a San Francisco.